domenica 13 dicembre 2009

PIANTE GENETICAMENTE MODIFICATE: IL METODO BIOLISTICO



Continuiamo il discorso sulle piante genticamente modificate parlando del metodo biolistico o fisico. Questo metodo per ottenere piante geneticamente modificate in realtà è un alternativa all'utilizzo del metodo biologico che vede l'impiego del batterio agrobacterium, soprattutto per molte specie vegetali come le monocotiledoni che presentano una bassa suscettibilità all'infezione di questo batterio. Attraverso questo metodo è possibile inserire all'interno delle piante vegetali DNA esogeno all'interno degli organelli come i cloroplasti. Il metodo biolistico prevede l'introduzione del DNA esogeno direttamente nel genoma delle cellule vegetali usando come vettore di trasporto delle particelle di metallo inerte come l'oro o il tungsteno. Queste particelle sono ricoperte dal costrutto genico contenente il gene di interesse, corredato di promotore e terminatore. L'adesione del costrutto genico sulle particelle avviene grazie ad una procedura che favorisce la precipitazione del DNA sulle articelle stesse. Le particelle così rivestite vengono letteralemente sparate, la velocità impressa è tale da passare attraverso le pareti cellulari e raggiungere il nucleo. Molte delle cellule colpite moriranno altre subiranno l'ingresso della particella senza essere danneggiate, tra queste alcune incorporeranno il DNA esogeno risultando così trasformate. Il mezzo di propulsione utilizzato è una specie di cannoncino, al cui interno tramite un gas inerte come l'elio, si instaura una elevata pressione, che in seguito al repentino rilascio imprime un'accelerazione ai proiettili che in questo modo possono oltrepassare la parete cellulare raggiungendo il nucleo. I tessuti che possiamo utilizzare in questo processo possono essere pezzi di foglia, cotiledoni, calli, embrioni immaturi e addirittura polline. Come nel metodo biologico anche qui si utilizza un gene marcatore per la resistenza agli antibiotici o agli erbicidi, che consente la selezione delle cellule trasformate.

sabato 5 dicembre 2009

PIANTE GENETICAMENTE MODIFICATE: il metodo biologico

Il loro DNA è modificato con tecniche di ingegneria genetica, sempre al centro di dibattiti sulla loro sicurezza, rappresentano una delle più rilevanti innovazioni apparse nell'ultimo decennio. In questo e altri post parleremo delle piante geneticamente modificate (PGM) che cosa sono, come vengono prodotte, quali sono i loro scopi e i rischi.


mercoledì 11 novembre 2009

ECOLOCALIZZAZIONE: ecco come cacciano pipistrelli e odontoceti



Eccezzion fatta per alcuni cetacei e primati i mammiferi mostrano dei sensi particolarmente sviluppati che utilizzano in maniera eccellente per la comunicazione tra loro simili o per localizzare e inseguire le prede di cui devono cibarsi. Ad esempio alcuni mammiferi mostrano un olfatto particolarmente sviluppato, altri ancora come gli sciuridi hanno una straordinaria visione dei colori. I mammiferi notturni invece hanno occhi più grandi rispetto alle specie diurne. Le specie con gli occhi al lato del capo possono vedere all'indietro senza voltare il capo, i mammiferi con gli occhi rivolti in avanti, tra cui annoveriamo l'uomo, hanno una formidabile percezione della profondità. Non può mancare tra questi l'udito molto acuto nelle specie che presentano padiglioni auricolari in grado di captare innumerevoli suoni e individuarne la sorgente. Alcuni mammiferi come i pipistrelli (chirotteri insettivori), ma anche gli odontoceti (ad esempio i delfini) usano il suono riflesso sia per cacciare che per individuare gli oggetti che si trovano sul loro percorso. L'ecolocalizzazione è un vero e proprio sonar biologico che viene utilizzato da tutti quegli animali che sono soliti cacciare nell'oscurità come i pipistrelli e i cetacei che si spingono nelle profondità del mare dove la luce è davvero poca. L'ecolocalizzazione è stata studiata in modo particolare nei pipistrelli. Ebbene è stato scoperto che la laringe dei pipistreli produce uno stridio di ultrasioni con una frequenza compresa tra i 30.000 e i 140.000 Hz.

domenica 18 ottobre 2009

Ma la biologia c'entra qualcosa con gli aeroporti?





A primo impatto sembrerebbe un titolo senza senso, perchè ovviamente non riusciamo ad immaginare un nesso logico tra lo studio della vita degli organismi e gli aerei. Facciamo innanzitutto un passo indietro di diversi secoli; c'è stato un uomo che è stato sempre affascinato dal volo degli uccelli. li ha sempre osservati con molta curiosità e ammirazione chiedendosi come fosse possibile che riuscissero a spiccare il volo con tanta naturalezza quasi come se per loro le leggi di fisica non esistessero. L'uomo di cui sto parlando è il Maestro Leonardo Da Vinci, che da sempre ha sognato di poter far realmente volare l'uomo, progettando numerose macchine per il volo che per sua sfortuna non videro mai il cielo. Oggi che l'uomo "vola" davvero c'è chi continua a tenere d'occhio gli uccelli, non più per imitarli, ma per evitare che ci riportino a terra, scontrandosi con gli aerei e danneggiando i motori. A tale proposito, Steve Osmek che è un biologo naturalista, lavora al Seattle Tacoma International Airport, l'unico aeroporto statunitense ad avere un biologo che lavora a tempo pieno fin dagli anni settanta. Quello che Osmek e la sua troupe fa, è appunto ridurre al massimo grado possibile il rischio di collisione con gli uccelli. Per avere un'idea dei danni provocati da questo tipo di incidente comunemente chiamato "birdstrike", basti pensare che dal 1990 al 2007 le duemila collisioni sono salite a cinquemila, incremento, seppur in modo più lieve, verificatosi anche nei cieli italiani. Osmek quindi ha escogitato una serie di espedienti per dissuadere gli uccelli a frequentare gli aeroporti, che vanno da tecniche avanzate, a quelle primordiali come ad esempio l'introduzione di alberi dal fogliame fitto per evitare i nidi, o coprire laghi in modo tale da non offrire appoggi o nutrimento. Il vero fiore all''occhiello è l'istallazione di un particolare radar che individua gli uccelli in un raggio di dieci chilometri e mille metri di altezza con lo scopo primario di costruire sul lungo periodo modelli comportamentali con i quali produrre vere e proprie previsioni del traffico di volatili. L’obiettivo è far sì che in futuro questi dati arrivino direttamente alle torri di controllo e ai piloti, proprio come le previsioni del tempo e gli allarmi sulle raffiche di vento.

giovedì 3 settembre 2009

CHE COSA SONO I CNIDOCITI?



Gli cnidociti, sono cellule specializzate nell'attacco e nella difesa degli cnidari, sono note anche come cnidae scaricabili (nematocisti e spirocisti). Queste cellule hanno una particolare struttura, come si può vedere nell'immagine sopra (cliccatela e si ingrandisce), sono costituite da una specie di capsula che contiene un filamento avvolto a spirale il quale all'estremità secerne un liquido velenoso composto in genere da proteine neurotossiche, il filamento viene espulso quando i tentacoli entrano in contatto con una preda o in caso di difesa contro eventuali predatori. Ancora non si è riusciti a stabilire con esattezza come le nematocisti vengano scaricate, a quanto pare sembra che queste cellule siano soggette alla regolazione diretta del sistema nervoso, ma non vi sono certezze dal momento che in molti altri cnidari queste cellule sono sembrate essere indipendenti dal sistema nervoso, in quanto la scarica pare essere autoindotta. Infatti in prossimità dell'opercolo chiuso vi è una struttura setoliforme chiamata cnidociglio, che si ritiene sia responsabile della scarica quando è stimolato da sostanze chimiche, se il materiale che sfiora il tentacolo è inerte non provoca la scarica. Immediatamente prima della scarica un aumento della permeabilità all'acqua della capsula fa si che l'opercolo si apra e la pressione del liquido contenuto all'interno dell'opercolo faccia estroflettere il filamento ad una velocità molto elevata; nel caso dell'Hydra la scarica della nematocisti è di una velocità impressionante tanto da essere ritenuta tra le attività cellulari più veloci che si conoscano, impiega solo 3 ms (millisecondi) facendo fuoriuscire il filamento con un'accelerazione spaventosa. Dopo essersi scaricate le nematocisti si disintegrano per essere in seguito rimpiazzate da nuove. Il genere Hydra possiede diversi tipi di cnidociti: le nematocisti stenotele o penetranti, sono specializzate per la cattura della preda e la difesa; i filamenti di queste nematocisti sono armate di spine e tossine che possono danneggiare i nervi e i muscoli o distruggere le cellule del sangue, vengono scaricate con una forza tale da poter penetrare persino l'esoscheletro di piccoli crostacei; le nematocisti desmoneme o volventi che permettono di avvinghiare la preda; le nematocisti isorize o glutinanti, olotriche e atriche che permettono l'aggancio dell'organismo a particolari substrati.

lunedì 10 agosto 2009

MAIS TRANSGENICO PER COMBATTERE I PARASSITI



In un articolo pubblicato su PNAS, viene reso noto che dei ricercatori hanno creato delle piante di mais transgenico che emettono una sostanza chimica in grado di attirare i nemici degli insetti parassiti delle piante. Questo metodo si è dimostrato di particolare efficacia e potrebbe contribuire a combattere in maniera efficace i parassiti delle piante senza dover utilizzare pesticidi che non solo possono danneggiare gli ecosistemi ma che alla lunga diventano inefficaci a causa della resistenza acquisita dai parassiti. Infatti come pubblicato su PNAS nell'articolo (Restoring a maize root signal that attracts insect-killing nematodes to control a major pest), quando sono attaccate da insetti erbivori, le piante emettono delle sostanze volatili che attraggono i nemici naturali degli insetti. È stato proposto che tali sostanze volatili possono essere manipolate per migliorare la protezione dei raccolti. Il pieno potenziale di questa strategia è di ripristinare l'emissione di uno specifico segnale emesso dalle radici danneggiate dagli insetti.
E' stato scoperto che il verme delle radici di mais occidentale induce le radici di molte varietà di mais ad emettere un particolare composto, un sequiterpene noto come l'(E)-β-cariofillene, che attrae Nematodi entomopatogeni che infettano e uccidono l'insetto parassita vorace di radici. Tuttavia, la maggior parte delle varietà di mais nordamericani ha perso la capacità di emettere questo particolare composto ricevendo di conseguenza scarsa protezione dai nematodi. Per ripristinare il segnale di una linea di mais che non emette più tale composto quest'ultima è stata trasformata con un gene (E)-β-sintasi cariofillene proveniente dall'origano. Negli orti infestati dai vermi delle radici in cui i nematodi sono rilasciati, le piante che emettono l'E)-β-caryophyllene soffrono significativamente meno del danno alle radici ed è emerso che hanno il 60% di coleotteri adulti in meno rispetto alle linee non-trasformate, non-emittenti.
Dimostrazione che le emissioni di sostanze volatili vegetali possono essere manipolate per migliorare l'efficacia dei raccolti aprendo la strada a nuove strategie e a sistemi ecologicamente corretti per la lotta contro varietà di insetti che danneggiano le colture.

giovedì 23 luglio 2009

L'INGEGNERIA GENETICA IN AGRICOLTURA

Spesso sentiamo parlare dell'ingegneria genetica e dei problemi etici che sorgono ogni volta che si accomuna questo termine all'uomo o agli animali. La manipolazione genetica viene effettuata pure sulle piante e negli ultimi anni l'opinione pubblica si è molto preoccupata di questa pratica applicata soprattutto alle piante da coltivazione attraverso la quale si è portati alla produzione dei cosiddetti cibi geneticamente modificati. Un esempio degli importanti risultati che l'ingegneria genetica ha apportato alla agricoltura sono :

RESISTENZA ALLE MALATTIE: Come molti sanno i raccolti in genere sono sottoposti all'attacco di insetti e infezioni fungine. Per evitare che questo accada, durante il periodo della crescita di solito sono somministrate alle piante grandi quantità di insetticidi e erbicidi. In molti casi altre piante possiedono una resistenza naturale a questi agenti infestanti. Grazie all'ingegneria genetica si è riusciti ad isolare questi geni per la resistenza da determinate piante per trasferirlo ad altre, in modo tale da renderle immuni dall'attacco di particolari patogeni o di insetti contro i quali non sono naturalmente resistenti. Nonostante la buona idea di fondo il successo è stato limitato, ormai tutti siamo consapevoli dell'esistenza dei cibi geneticamente modificati, il tutto è avvenuto con la venuta a conoscenza del mais Bt, una pianta alla quale venne impiantato un gene batterico che produceva una tossina velenosa per un certo tipo di bruchi. Il gene in questione (gene Bt), fu derivato da un batterio, il Bacillus Thuringiensis. Questo gene introdotto nel granturco e nel cotone ne aumenta le resistenza dei raccolti attraverso l'uccisione di bruchi che altrimenti mangerebbero le piante distruggendo i raccolti. Purtroppo questa tossina causa un serio danno anche ad altre specie. Infatti le larve della farfalla monarca (Danaus Plexippus) sono risultate mortalmente sensibili al mais transgenico del granturco Bt. In un articolo publicato su Nature (Transgenic pollen harms monarch larvae), il link vi rimanda solo all'abstract, il problema nasce dal fatto che il polline del mais Bt tende a disperdersi nelle aree attorno ai campi coltivati, posandosi su piante come le asclepiade (le femmine di farfalla monarca depongono le uova sulla parte inferiore di queste foglie) che rappresentano una fonte di nutrimento per le larve di tale farfalla. Infatti come riportato nell'articolo pubblicato su Nature, da alcuni esperimenti è risultato che cospargendo le foglie di asclepiade con polline di mais Bt le larve mangiavano molto meno e crescevano lentamente mostrando un tasso di morte di molto superiore a quello che presentavano le larve che venivano allevate su foglie di asclepiade spolverate con polline di mais non modificato.

FISSAZIONE DELL'AZOTO: La fissazione dell'azoto viene effettuata utilizzando principalmente i batteri che crescono nei noduli di particolari legumi come fagioli, piselli ecc...In realtà si è scoperto che i geni dei batteri che fissano l'azoto vengono condivisi con i geni della pianta ospite, si sta cercando di inserire questi geni in altre piante, se si riuscirà a fare questo vi sarà la possibilità di diminuire drasticamente l'utilizzo di fertilizzanti azotati necessari per la massima crescita delle piante e del raccolto.
POMODORI A LUNGA CONSERVAZIONE: i pomodori Flavr-savr possiedono una modificazione genetica, ma non è stato introdotto nessun nuovo gene, anzi in questo caso è stato addirittura inattivato un gene della pianta. Il gene in questione è quello che permette alla pianta di pomodoro di produrre etilene, composto di fondamentale importanza nel processo di maturazione, dal momento che questo gene è inattivato i pomodori maturano sulla pianta fino a quando non mostrano un colore rosato, lo stadio esatto in cui i pomodori vengono raccolti e immessi sul mercato. Il vantaggio sta nel fatto che i pomodori normali devono essere raccolti molte volte dal momento che non tutti i pomodori maturano alla stessa velocità, inoltre il pomodoro non modificato continua a produrre etilene, il che porta a sovramaturazione e infine deterioramento. I pomodori modificati possono essere raccolti una o due volte e la frutta raccolta può essere ancora fatta maturare quanto necessario mediante esposizione a gas etilenico esogeno. Poichè il flav-savr non producono etilene, la conservazione del pomodoro viene in questo modo allungata notevolmente. Inoltre il sapore è indistinguibile da quelli coltivati normalmente.

PRODUZIONE DEL LATTE: In ultimo l'aumento della produzione di latte. Sull'aumento della produzione di latte le controversie sono veramente molte, in questo caso alle mucche viene somministrato l'ormone somatropina bovina (BST), detto anche ormone della crescita, in genere quest'ormone viene prodotto già normalmente dai bovini, e nel somministrarlo si incrementa il metabolismo e la produzione di latte in queste mucche. Il problema principale si basa sull'assunzione di quest'ormone anche all'uomo, anche se essendo un ormone peptidico viene idrolizzato nel tratto digestivo e non viene assorbito direttamente nel circolo sanguigno umano. Inoltre un altro problema è che le mucche a cui viene somministrato questo ormone sviluppano la mastite, un infiammazione della mammella, causata da alcuni patogeni, che porta alla produzione di pus. Le mucche affette da mastite vengono trattate con elevate dosi di antibiotici, e c'è la possibilità che tali antibiotici posano finire nel latte, con la probabilità di causare problemi alimentari.

domenica 21 giugno 2009

RED LIST GUIDA ALL'UTILIZZO PARTE III

HABITAT
Questa opzione la possiamo utilizzare per restringere la ricerca di una particolare specie che si trova in un determinato habitat. Esempio: Trova tutte le specie presenti nella lista rossa che vivono in prossimità delle barriere coralline: Utilizzare il "+" per aprire l'opzione 9. Marine Neritic "
• Fare clic sulla casella di controllo accanto a "9.8. Coral Reef "
• Fare clic sulla freccia per spostare i criteri di ricerca in tutto il lato destro della pagina in modo da memorizzare i criteri di ricerca utilizzati.


LOCATION:
L'opzione "location" (ricerca posizione geografica) può essere utilizzata per selezionare luoghi o le zone marine in cui restringere il campo di ricerca.
Usate la "+" aprire i vari sottolivelli corrispondenti ad ogni casella e selezionare le aree all'interno delle quali si desidera effettuare la ricerca.
Il valore di default è impostato per la ricerca solo per le zone in cui ogni specie è registrata come nativa e dove la presenza di certe specie sia certo ed esclude tutte le specie che sono state introdotte in un certo luogo. Per modificare questa impostazione predefinita, utilizzate le caselle di controllo nella parte inferiore della pagina.
Esempio: Ricerca per un elenco di specie presenti nella Lista rossa che includono nel loro luogo nativo il Guatemala.
• Utilizzare il "+" per aprire il Land regions
• Utilizzare il segno "+" per aprire Mesoamerica
• Fare clic sulla casella accanto al Guatemala
• Fare clic sulla freccia rossa per spostare i criteri di ricerca in tutto il lato destro della pagina in modo da poter memorizzare i criteri di ricerca utilizzati.SYSTEM

Possiamo utilizzare questa opzione per restringere la ricerca agli ecosistemi terrestri, marini, acquatici. Se vogliamo cercare specie presenti in tutti e tre questi ecostistemi non dobbiamo apportare alcuna modificazione alle opzioni in quanto l'opzione predefinita è impostata per una ricerca su tutti e tre gli ecosistemi.


THREATS
Con questa opzione si possono cercare specie animali e vegetali che sono colpite da una determinata minaccia. Esempio: trova nella lista rossa tutte le specie che sono minacciate dalla pesca.
• Utilizzare il "+" per aprire le indicazioni "5. L'uso delle risorse biologiche "
• Fare clic sulla casella di controllo accanto a "5.4. La pesca e la raccolta delle risorse acquatiche "
• Fare clic sulla freccia per spostare i criteri di ricerca in tutto il lato destro della pagina.

sabato 20 giugno 2009

RED LIST GUIDA ALL'UTILIZZO PARTE II

KEYWORDS
Nella keywords ci sono due opzioni di ricerca: a) Text search: ci permette di scrivere il nome della specie che si desidera cercare. b)Modifier: facendo clic su questa casella di ricerca si aprono le seguenti opzioni.. 3) Criteria: facendo click su questa casella si apre il seguente elenco di opzioni. Selezionando una di queste, possiamo svolgere la ricerca come segue:1)TASSONOMIA: solo ricerche all'interno della voce tassonomia nella lista rossa.
2)NOME COMUNE: ricerca le specie solo attraverso il nome comune
3) SPECIAL ANIMAL KEYWORD: attraverso questa selezione gli animali possono essere selezionati con particolari parole chiave.
4) SINONIMO: solo le ricerche all'interno della voce sinonimi (ad esempio sono utilizzati diversi nomi scientifici per indicare un particolare animale). Ad esempio per trovare tutte le specie presenti nella red list attraverso la parola "brown", inseriamo questo nome nella casella di ricerca e in modifier selezioniamo contains e in criteria selezioniamo assessor. Cliccare la freccia rossa che appare nell'immagine affianco al riquadro your search criteria; che come accennato in red list guida all'utilizzo parte I, ci permetterà di memorizzare i criteri di ricerca che abbiamo utilizzato.

Cliccando su run search, il bottone in basso all'immagine sopra...si aprirà la pagina delle ricerche che contiene tutte le specie. Scorrendo verso il basso usando la barra di scorrimento si possono visualizzare tutti i risultati ottenuti; ogni pagina mostra un massimo di 50 risultati. Per aprire una qualsiasi delle schede basta premere il nome della specie (in rosso e sottolineato)



TASSONOMIA
Possiamo utilizzare questa opzione per selezionare l'ordine al quale appartiene una determinata classe di specie animali o vegetali.
Attualmente questa sezione è particolarmente utile per le persone che hanno già una certa conoscenza della tassonomia. La ricerca attraverso la tassonomia può essere effettuata inserendo anche i nomi comuni nella keyword.

Accanto a ciascuna delle quattro opzioni elencate nella pagina tassonomia (che rappresentano i quattro regni: Animalia, Funghi, vegetale, e protista) vi è un segno "+" e una casella di controllo.
Per aprire i sottolivelli corrispondenti ad ognuno di questi regni, fare clic sul segno "+". Per selezionare un gruppo di ricerca tassonomica, si deve scegliere la casella di controllo nel "-"un segno di spunta sarà visualizzato per questa opzione e per tutte le opzioni al di sotto di tale livello.
Esempio: Ricerca per un elenco di tutti i mammiferi sulla Lista Rossa
• Utilizzare il "+" segni di aprire il regno Animalia (animali)
• Utilizzare il segno "+" per aprire il phylum CHORDATA (vertebrati)
• Fare clic sulla casella accanto alla classe Mammalia (mammiferi). Per vedere i prossimi livelli inferiori MAMMALIA, fare clic sul segno "+" - vedrete che facendo clic sulla casella accanto all' opzione MAMMALIA, le caselle di controllo per Animalia, CHORDATA, MAMMALIA, e tutti i livelli al di sotto di MAMMALIA vengono selezionati automaticamente
• Fare clic sulla freccia per spostare i criteri di ricerca in tutto il lato destro della pagina

In seguito fare clic su esegui ricerca e un elenco di tutti i mammiferi presenti sulla lista rossa sarà visualizzato.

venerdì 19 giugno 2009

RED LIST: GUIDA ALL'UTILIZZO PARTE I

In questi post verrà descritto come navigare nella red list dello IUCN queste informazioni le potete trovare anche sul sito della red list, sono in inglese e le potete trovare in formato PDF red list guida all'utilizzo e su you tube potete trovare un video (sempre in inglese) veramente esauriente.





1)COME RICERCO UNA PARTICOLARE SPECIE NELLA RED LIST? In cima alla pagina troviamo una casella di ricerca che può essere utilizzata per semplici ricerche di specie e gruppi di specie. ...questa casella la possiamo utilizzare per cercare una specie animale o vegetale attraverso il suo nome comune o scientifico; bisogna sottolineare che questa casella non ci permette di poter ricercare specie animali o vegetali per regione o paese, ma solo attraverso il nome comune ad esempio Franklin's Bumble Bee...
o attraverso il nome scientifico...
clicchiamo su GO e otterremo i seguenti risultati
cliccando sul nome della specie (nel nostro esempio Bombus Franklini) si aprirà la scheda della specie
La casella di ricerca può essere utilizzata anche per ricercare gruppi di specie utilizzando i nomi comuni o scientifici, ad esempio se vogliamo cercare uccelli digiteremo birds o il nome scientifico aves, ma così facendo ci uscirà un elenco di varie specie di uccelli, e bisogna sottolineare che molte specie animali o vegetali utilizzano gli stessi nomi comuni, pertanto risulta evidente che se vogliamo effettuare una ricerca più accurata per ottenere un risultato specifico dobbiamo operare in maniera diversa.
2)COME FACCIO A FARE UNA RICERCA PIU' DETTAGLIATA?
Per ricercare una specifica specie animale o vegetale, evitando di ottenere decine di risultati, cliccate su other search options...
...e vi uscirà la seguente schermata (per ingrandire le immagini come quelle sottostanti cliccatele, così potrete vederle meglio). Osservando bene la pagina che si è aperta cliccando il pulsante other search options, si può notare nella parte sinistra dell'immagine una serie di opzioni,(keyword, taxonomy, location, system, habitat, threats, assessment, life history), che possono migliorare considerevolmente la ricerca, permettendoci di restringere il campo di ricerca ad un solo risultato, o a quelli desiderati.Al di sotto ci sono altre tre opzioni disponibili, sono fondamentali perchè attraverso di essi possiamo determinare quali taxa includere nella nostra ricerca in modo tale da restringere il numero di risultati che otterremo (specie, sottospecie e varietà, sottopolazioni) nel nostro caso clicchiamo solo specie...
inoltre nella pagina che ci appare quando premiamo other search options, sulla destra troviamo una casella (Your Search Criteria) Prima di selezionare questi criteri di ricerca, è bene verificare le informazioni contenute in questo gruppo, se abbiamo già eseguito una ricerca, in questa casella saranno memorizzate le parole chiavi o le altre opzioni che abbiamo utilizzato per trovare una particolare specie animale o vegetale, ad esempio se per la ricerca nella keyword è stata utilizzata la parola coniglio, le seguenti informazioni saranno memorizzate e visualizzate nel riquadro.
Se vogliamo cancellare i criteri di ricerca memorizzati possiamo cliccare sulla [x] oppure premere clear all criteria

mercoledì 17 giugno 2009

LA LISTA ROSSA 2009: ECCO LE SPECIE A RISCHIO D'ESTINZIONE E QUELLE CHE CI HANNO ABBANDONATO

Anche quest'anno lo IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) ha aggiornato la lista rossa (red list), un elenco delle specie animali e vegetali che sono a rischio di estinzione o considerate seriamente minacciate, e attribuisce ad ognuna di queste specie determinate categorie di minaccia. Partendo da destra: LC: rischio minimo, NT:vicino ad essere minacciato, VU: vulnerabile, EN:minacciato, CR: seriamente minacciato, EW: estinto in natura, EX: estinto. Sono veramente tante le specie viventi che al giorno d'oggi sono minacciate, a parte nei documentari raramente sentiamo parlare alla televisione di quanto sia importante preservare la biodiversità vegetale e animale, per questo motivo ogni settimana daremo spazio ad una specie animale o vegetale diversa descrivendo in breve le sue caratteristiche. Inoltre, per chi fosse interessato, cliccando su red list si accede direttamente al sito speciale dello IUCN sulla lista rossa, per navigare nel sito alla scoperta delle varie specie animali e vegetali. Per utilizzare a dovere il sito bisogna fare un poco di pratica, in realtà è una vera e propra banca dati simile a quelle proteiche, ad esempio se inserite il nome comune di un animale possono uscirvi decine e decine di risultati, quindi dovete inserire particolari parole chiavi, meglio ancora il nome scientifico della specie se lo sapete, per ottenere uno specifico risultato. Per chi fosse interessato noi di biosproject: earth, vi descriveremo in 3 semplici post come navigare nel sito della red list nel migliore dei modi.

lunedì 8 giugno 2009

TURRITOPSIS NUTRICULA: LA MEDUSA IMMORTALE




La turritopsis nutricula, è una piccola medusa scoperta nel 1999 da alcuni biologi dell'università di Lecce, è un organismo unico nel suo genere, è una medusa piccolissima con un diametro di pochi millimetri (4-5 mm) ed soprannominata la medusa immortale! Sembra infatti che questa piccola medusa proprio non ne voglia sapere di morire di vecchiaia, anzi arrivata ad un determinato stadio del suo ciclo vitale, o qualora le condizioni ambientali del luogo in cui vive incominciano a diventare troppo stressanti, inizia a ringiovanire e ad invertire il suo ciclo biologico ritornando al suo stato iniziale di vita, quello di polipo, per poi ritornare nuovamente allo stadio adulto evitando di conseguenza l'invecchiamento. Questo processo, a meno che la povera medusa non venga mangiata da qualche predatore, teoricamente non si interrompe mai, e la piccola Turritospis nutricula sembra in grado di effettuare questo processo all'infinito.
Come è possibile tutto questo? Secondo gli scienziati tutto sarebbe dovuto ad un particolare processo cellulare noto come transdifferenziamento che consente alla medusa di ritornare allo stato iniziale, in sostanza è come se una farfalla diventasse nuovamente bruco. Insomma la Turritospis nutricula è un classico esempio delle innumerevoli sorprese che la natura ci riserba ancora ai giorni nostri.

venerdì 5 giugno 2009

GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE


Come ogni anno il 5 giugno viene celebrata la WED (World Environment Day) la giornata mondiale dell'ambiente, come intuibile, lo scopo principale di questa importante manifestazione, è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale su temi ambientali importanti quali i cambiamenti climatici, conservazione delle foreste, sviluppo eco-sostenibile sollecitando i governi di tutto il mondo ad unirsi nel promuovere iniziative concrete per preservare l'ambiente che ci circonda e con esso tutte quelle forme di vita con le quali condividiamo il nostro pianeta. Lo slogan del 2009 è "Your Planet Needs You-United to Combat Climate Change" il mondo ha bisogno di te! Uniamoci per combattere i cambiamenti climatici. Tante le nazioni che partecipano a questa importante manifestazione. In Italia si svolgeranno iniziative a Padova; a Biella dove domenica 7 giugno in occasione della giornata mondiale dell'ambiente casa Zegna e l'oasi Zegna organizzano un pacchetto con visita alla mostra fotografica ed escursione didattica gratuita nella valletta dei Rododendri dalle ore 11:00 fino alle 18:00. Inoltre oggi verrà proiettato dai media di molti paesi del mondo Home: la nostra terra film del fotografo Yann-Arthus-Bertrand. In Italia il film sarà trasmesso in seconda serata alle 23:30 su rete4; per chi volesse vederlo su internet può andare alla pagina di youtube: homeproject dedicata proprio a questo evento dove sarà possibile vedere il film.
Il trailer del film Home