giovedì 23 luglio 2009

L'INGEGNERIA GENETICA IN AGRICOLTURA

Spesso sentiamo parlare dell'ingegneria genetica e dei problemi etici che sorgono ogni volta che si accomuna questo termine all'uomo o agli animali. La manipolazione genetica viene effettuata pure sulle piante e negli ultimi anni l'opinione pubblica si è molto preoccupata di questa pratica applicata soprattutto alle piante da coltivazione attraverso la quale si è portati alla produzione dei cosiddetti cibi geneticamente modificati. Un esempio degli importanti risultati che l'ingegneria genetica ha apportato alla agricoltura sono :

RESISTENZA ALLE MALATTIE: Come molti sanno i raccolti in genere sono sottoposti all'attacco di insetti e infezioni fungine. Per evitare che questo accada, durante il periodo della crescita di solito sono somministrate alle piante grandi quantità di insetticidi e erbicidi. In molti casi altre piante possiedono una resistenza naturale a questi agenti infestanti. Grazie all'ingegneria genetica si è riusciti ad isolare questi geni per la resistenza da determinate piante per trasferirlo ad altre, in modo tale da renderle immuni dall'attacco di particolari patogeni o di insetti contro i quali non sono naturalmente resistenti. Nonostante la buona idea di fondo il successo è stato limitato, ormai tutti siamo consapevoli dell'esistenza dei cibi geneticamente modificati, il tutto è avvenuto con la venuta a conoscenza del mais Bt, una pianta alla quale venne impiantato un gene batterico che produceva una tossina velenosa per un certo tipo di bruchi. Il gene in questione (gene Bt), fu derivato da un batterio, il Bacillus Thuringiensis. Questo gene introdotto nel granturco e nel cotone ne aumenta le resistenza dei raccolti attraverso l'uccisione di bruchi che altrimenti mangerebbero le piante distruggendo i raccolti. Purtroppo questa tossina causa un serio danno anche ad altre specie. Infatti le larve della farfalla monarca (Danaus Plexippus) sono risultate mortalmente sensibili al mais transgenico del granturco Bt. In un articolo publicato su Nature (Transgenic pollen harms monarch larvae), il link vi rimanda solo all'abstract, il problema nasce dal fatto che il polline del mais Bt tende a disperdersi nelle aree attorno ai campi coltivati, posandosi su piante come le asclepiade (le femmine di farfalla monarca depongono le uova sulla parte inferiore di queste foglie) che rappresentano una fonte di nutrimento per le larve di tale farfalla. Infatti come riportato nell'articolo pubblicato su Nature, da alcuni esperimenti è risultato che cospargendo le foglie di asclepiade con polline di mais Bt le larve mangiavano molto meno e crescevano lentamente mostrando un tasso di morte di molto superiore a quello che presentavano le larve che venivano allevate su foglie di asclepiade spolverate con polline di mais non modificato.

FISSAZIONE DELL'AZOTO: La fissazione dell'azoto viene effettuata utilizzando principalmente i batteri che crescono nei noduli di particolari legumi come fagioli, piselli ecc...In realtà si è scoperto che i geni dei batteri che fissano l'azoto vengono condivisi con i geni della pianta ospite, si sta cercando di inserire questi geni in altre piante, se si riuscirà a fare questo vi sarà la possibilità di diminuire drasticamente l'utilizzo di fertilizzanti azotati necessari per la massima crescita delle piante e del raccolto.
POMODORI A LUNGA CONSERVAZIONE: i pomodori Flavr-savr possiedono una modificazione genetica, ma non è stato introdotto nessun nuovo gene, anzi in questo caso è stato addirittura inattivato un gene della pianta. Il gene in questione è quello che permette alla pianta di pomodoro di produrre etilene, composto di fondamentale importanza nel processo di maturazione, dal momento che questo gene è inattivato i pomodori maturano sulla pianta fino a quando non mostrano un colore rosato, lo stadio esatto in cui i pomodori vengono raccolti e immessi sul mercato. Il vantaggio sta nel fatto che i pomodori normali devono essere raccolti molte volte dal momento che non tutti i pomodori maturano alla stessa velocità, inoltre il pomodoro non modificato continua a produrre etilene, il che porta a sovramaturazione e infine deterioramento. I pomodori modificati possono essere raccolti una o due volte e la frutta raccolta può essere ancora fatta maturare quanto necessario mediante esposizione a gas etilenico esogeno. Poichè il flav-savr non producono etilene, la conservazione del pomodoro viene in questo modo allungata notevolmente. Inoltre il sapore è indistinguibile da quelli coltivati normalmente.

PRODUZIONE DEL LATTE: In ultimo l'aumento della produzione di latte. Sull'aumento della produzione di latte le controversie sono veramente molte, in questo caso alle mucche viene somministrato l'ormone somatropina bovina (BST), detto anche ormone della crescita, in genere quest'ormone viene prodotto già normalmente dai bovini, e nel somministrarlo si incrementa il metabolismo e la produzione di latte in queste mucche. Il problema principale si basa sull'assunzione di quest'ormone anche all'uomo, anche se essendo un ormone peptidico viene idrolizzato nel tratto digestivo e non viene assorbito direttamente nel circolo sanguigno umano. Inoltre un altro problema è che le mucche a cui viene somministrato questo ormone sviluppano la mastite, un infiammazione della mammella, causata da alcuni patogeni, che porta alla produzione di pus. Le mucche affette da mastite vengono trattate con elevate dosi di antibiotici, e c'è la possibilità che tali antibiotici posano finire nel latte, con la probabilità di causare problemi alimentari.