lunedì 10 agosto 2009

MAIS TRANSGENICO PER COMBATTERE I PARASSITI



In un articolo pubblicato su PNAS, viene reso noto che dei ricercatori hanno creato delle piante di mais transgenico che emettono una sostanza chimica in grado di attirare i nemici degli insetti parassiti delle piante. Questo metodo si è dimostrato di particolare efficacia e potrebbe contribuire a combattere in maniera efficace i parassiti delle piante senza dover utilizzare pesticidi che non solo possono danneggiare gli ecosistemi ma che alla lunga diventano inefficaci a causa della resistenza acquisita dai parassiti. Infatti come pubblicato su PNAS nell'articolo (Restoring a maize root signal that attracts insect-killing nematodes to control a major pest), quando sono attaccate da insetti erbivori, le piante emettono delle sostanze volatili che attraggono i nemici naturali degli insetti. È stato proposto che tali sostanze volatili possono essere manipolate per migliorare la protezione dei raccolti. Il pieno potenziale di questa strategia è di ripristinare l'emissione di uno specifico segnale emesso dalle radici danneggiate dagli insetti.
E' stato scoperto che il verme delle radici di mais occidentale induce le radici di molte varietà di mais ad emettere un particolare composto, un sequiterpene noto come l'(E)-β-cariofillene, che attrae Nematodi entomopatogeni che infettano e uccidono l'insetto parassita vorace di radici. Tuttavia, la maggior parte delle varietà di mais nordamericani ha perso la capacità di emettere questo particolare composto ricevendo di conseguenza scarsa protezione dai nematodi. Per ripristinare il segnale di una linea di mais che non emette più tale composto quest'ultima è stata trasformata con un gene (E)-β-sintasi cariofillene proveniente dall'origano. Negli orti infestati dai vermi delle radici in cui i nematodi sono rilasciati, le piante che emettono l'E)-β-caryophyllene soffrono significativamente meno del danno alle radici ed è emerso che hanno il 60% di coleotteri adulti in meno rispetto alle linee non-trasformate, non-emittenti.
Dimostrazione che le emissioni di sostanze volatili vegetali possono essere manipolate per migliorare l'efficacia dei raccolti aprendo la strada a nuove strategie e a sistemi ecologicamente corretti per la lotta contro varietà di insetti che danneggiano le colture.