lunedì 30 aprile 2012

VITA DA PARASSITA: Tenia solium; il cestode del maiale.

La tenia solium parassita platelminta appartenente al gruppo dei cestodi ha come ospite definitivo l'uomo e come ospite intermedio il maiale.
A differenza della tenia saginata le uova della tenia solium sono direttamente infestanti per l'uomo, ne consegue che a differenza della saginata,  il passaggio al maiale, l'ospite intermedio, non è obbligato.

Morfologia: In molti casi la tenia solium raggiunge una lunghezza di circa 2-3 metri ma in alcuni casi può superare i 10 metri. Come gli altri appertenenti ai platelminti cestodi presenta il corpo suddiviso in tre segmenti principali, la testa nota come scolice, nella tenia solium lunga all'incirca 1 mm di forma quadrangolare presenta ai quattro lati delle strutture simili a ventose e al centro della testa file di uncini o rostri in numero variabile da 20 o 30, un collo e il corpo noto con il termine di strobilo suddiviso in numerosi proglottidi contenenti gli organi sessuali del parassita e le uova. Possono essere presenti in  numero variabile dalle 800-1000.
Ricordiamo che come nel caso di tutte le tenie le proglottidi in vicinanza della testa sono sessualmente immature rispetto a quelle che troviamo verso la regione caudale del corpo. Un volta a maturazione le proglottidi che contengono le uova vengono rilasciate distaccandosi dal resto del corpo per essere espulse attraverso le feci. Delle volte può capitare che le proglottidi si disfino a livello intestinale e allora le uova possono essere rinvenute all'esame delle feci, si presentano on opercolate di circa 40 micrometri di diametro.
La tenia si collega alle pareti intestinali mediante mediante lo scolice sfruttando il sistema di ventose e rostri che possiede, le proglottidi possono essere prodotte a centinaia e ogni proglottide può contenere fino a 30.000 uova.
Nell'immagine sotto una rappresentazione dello scolice e delle proglottidi di tre differenti tenie (da destra a sinistra Diphyllobotrium, tenia solium, tenia saginata). A differenza del Diphyllobotrium, i pori genitali delle tenia solium e saginata sono poste in posizione centrale, come si può osservare, l'utero una volta riempito di uova si dilata regolarmente formando una struttura ramificata che si estende fino alle pareti laterali della proglottide.
L'oncosfera, detta anche larva esacanta per la presenza di 6 uncini in grado di provocare l'attacco alle pareti intestinali, è circondata da una membrana esterna nota come embrioforo. Dalla larva esacanta derivano forme larvali note come cisticerchi, hanno un aspetto biancastro presentandosi come delle piccole vescicole bianche opalescenti contenenti un liquido limpido e il cosidetto protoscolice molto simile alla struttura dello scolice dell'individuo adulto.

Nell'immagine sotto possiamo osservare proglottdi gravide di solium e saginata.

Ciclo vitale:
L'ospite emette attraverso le feci nell'ambiente esterno le uova del parassita, le uova possono resistere per mesi all'esterno dell'organismo ospite. Il maiale si infesta ingerendo vegetazione che è stata contaminata dalle uova del parassita o dalle proglottidi gravide.
Nell'intestino degli animali l'oncosfera si schiude invade le pareti intestinali ed entrando in contatto con il sistema circolatorio si sposta arrivando ad incistarsi nei muscoli dove si sviluppa nel cisticerco. In questa forma il parassita può vivere per anni prima di essere mangiato da un altro ospite. Le uova si schiudono a contatto con i succhi gastrici liberando l'embrione (oncosfera)che riescono ad associarsi e a penetrare la parete intestinale grazie all'ausilio di rostri e tramite secrezione di enzimi litici. L'uomo viene infestato ingerendo carne cruda o poco cotta degli animali infestati.
Nell'intestino umano il cisticerco si sviluppa in un verme adulto nell'arco di 2 mesi. Le tenie possono sopravvivere svariati anni all'interno del loro ospite. Il verme adulto si attacca tramite lo scolice alle pareti intestinali. A differenza della tenia saginata, che può raggiungere lunghezze notevoli, anche 25 metri, la tenia solium può raggiungere in genere una lunghezza di 2 o 7 metri. Le proglottidi mature e gravide vengono rilasciate ed espulse con le feci, in media 6 al giorno. Ognii proglottide può produrre anche 30-50.000 uova al giorno. E'possibile assistere ad infestazioni massicce in quanto le proglottidi possono essere spinte dall'intestino allo stomaco portando in questo modo ad autoinfestazione interna, le proglottidi in seguito rilasceranno le uova.

Diffusione: la tenia solium e saginata hanno una distribuzione mondiale, la solium e la saginata sono particolarmente difuse nei paesi che non hanno elevati standard igienici e la popolazione vive in ambienti chiusi a stretto contatto con ospiti intermedi del parassita, alimentandosi di carne cruda o poco cotta.

Cisticercosi: La tenia solium può causare cisticercosi, potenzialmente letale. E'un infezione causata dalle larve della tenia solium che può colpire sia l'uomo che il maiale.
L'infestazione è causata dall'ingestione di uova del parassita. Può capitare che le forme embrionali del parassita possano entrare in contatto con il torrente circolatorio e disperdersi nell'organismo, stanziandosi in vari organi, cervello, fegato o altir tessuti dove si sviluppano in cisticerchi.

Misure preventive e trattamento:
1) Educare la popolazione sulla necessita di prevenire la contaminazione con feci umane o animali di terreno, acqua, cibo sia per l'uomo che per gli animali, educare ad eviraredi usare i derivati dei liquami per l'irrigazione dei terreni e a cucinare con  cura la carne suina e bovina.
2) identificazione e trattamento immediato o messa in atto di precauzioni di tipo enterico per e person eparassitate dal verme adulto di T.solium sono fondamentali soprattuto per evitare la cisticercosi.
3) Il congelamento delle carni a temperature inferiori ai 5°C per almeno 4 giorni è in grado di uccidere i cisticerchi.
Impedire che i suini abbiano accesso a latrine e feci umane e viceversa.
5) la notifica alle autorità sanitarie locali è richiesta data la pericolosità del diffondersi di casi di cisticercosi.
6)Assicurarsi che le feci delle persone infestate siano smaltite igienicamente evitando qualsiasi forma di diffusione.
7)indagine sui contatti ed eventuali fonti di infestazione.
8) trattamento prevede l'utilizzo di farmaci di scelta quali il praziquantel o la niclosamide.

mercoledì 25 aprile 2012

LA FOTOSINTESI: i pigmenti fotosintetici.


Attraverso il processo fotosintetico, gli organismi vegetali riescono ad assorbire e convertire l’energia luminosa in energia chimica di legame. Tutto ciò è possibile grazie ad un particolare gruppo di molecole note come pigmenti, tra cui rientrano le clorofille e al connesso sistema biochimico a cui sono questi pigmenti sono legati, che permette la conservazione e lo sfruttamento di questa energia luminosa.
Sebbene negli organismi vegetali esistano numerosi processi dipendenti dalla luce (fotomorfogenesi, fotorientamento ecc…) il processo fotosintetico è l’unico ad essere responsabile della vita sulla terra e non solo degli organismi vegetali, ma di tutta la vita.
Gli altri fenomeni dipendenti dalla luce, non hanno infatti un impatto così importante sul metabolismo degli organismi vegetali , ma sono diretti principalmente a raccordare il movimento o lo sviluppo in base ai segnali ambientali. Come attori del processo fotosintetico un ruolo da protagonisti viene svolto soprattutto dalle piante verdi, dalle alghe dei diversi gruppi e dai cianobatteri i quali portano avanti un tipo di fotosintesi che viene definita ossigenica.
Esiste anche un altro tipo di fotosintesi, nota come fotosintesi anossigenica, che vedremo brevemente in seguito, portata avanti da batteri purpurei e verdi, di grande interesse.
In natura esistono altri organismi in grado di sfruttare l’energia luminosa per processi metabolici totalmente divergenti da quelli della fotosintesi, come nel caso degli archeobatteri, microrganismi che vivono in ambienti umidi e salini; un esempio è dato dall’Halobacterium, ma la conversione dell' energia radiante da parte di questi strani procarioti è quasi irrilevante su scala globale se paragonato a quella degli organismi che svolgono fotosintesi ossigenica. La fotosintesi dunque differisce dagli altri processi che sfruttano l’energia radiante in quanto si basa su reazioni di ossidoriduzione, mentre al contrario molti effetti foto morfogenetici e fotometabolici, prendono principalmente origine da cambiamenti nelle strutture delle proteine.
La fotosintesi è dunque un processo della massima importanza, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista ecologico, in quanto non solo è base del metabolismo e della crescita degli organismi vegetali, ma è anche responsabile di un ambiente vivibile per tutti gli organismi. Grazie alla fotosintesi i vegetali immettono indirettamente nell’ambiente esterno ossigeno diventando garanti di un ambiente vivibile per tutti gli organismi.
I pigmenti fotosintetici.
I pigmenti foto sintetici appartengono a tre grandi categorie, clorofille, carotenoidi ( presenti in tutti gli organismi vegetali che svolgono fotosintesi ossigenica) e ficobiliproteine, presenti in alcuni gruppi di alghe eucariote (principalmente Rhodophyta o alghe rosse) e nei cianobatteri e nelle alghe blu-verdi.


lunedì 23 aprile 2012

I PLATELMINTI: parte 2

La scorsa settimana avevo accennato ai vari gruppi che costituiscono il grande phylum dei parassiti platelminti. Abbiamo brevemente visto i parassiti conducenti vita libera (Turbellari) e i parassiti conducenti vita da parassiti (Cestodi, Monogenei, Trematodi). I platelminti conducenti vita libera e i platelminti parassiti formano due gruppi separati non solo dal punto di ivsta delle modalità di vita ma costituiscono anche due gruppi ambientali profondamente diversi tra di loro.

Habitat e relazioni ambientali dei turbellari...
I turbellari conducenti vita libera ccupano un'ampia varietà di substrati del fondo in tutti i tipi di ambienti acquatici. Le specie più grandi, come le planarie dulciacquicole, policladi marini abbondano frequentemente sulle rocce, mentre rabdoceli e aceli più piccoli vivono nel fango o sua sabbia fine. Essendo organismi che vivono nell'acqua i turbellari dulciacquicoli sono fortemente influenzati da variazioni di temperatura, dall'ossigeno disciolto ecc... I turbellari che vivono negli stagni temporanei devono essere in grado di resistere e far fronte alle variazioni giornaliere sia della temperatura sia dell'ossigeno disciolto. Molte specie producono di veri e propri bozzoli resistenti in grado di circondare e proteggere le uova dall'essicazione e dal congelamento. Inoltre pochi organismi sembrano alimentarsi di turbellari, i quali secernono sostanze che non ne rendono il gusto particolarmente spiacevole. Altra curiosità i turbellari sono cannibali e si nutrono, oltre che di altre specie anche di altri turbellari.

VITA DA PARASSITA: Tenia saginata


La tenia saginata, è definita cestode della mucca. A differenza della tenia solium la mucca rappresenta l'ospite intermedio obbligatorio per lo sviluppo di questo parassita, infatti le uova emesse con le feci, non sono a differenza della tenia solium direttamente infestanti per l'uomo, ma solo per i bovini. Gli esseri umani sono gli ospiti definitivi sia della tenia solium che di quella saginata.

Tenia saginata ciclo vitale e modalità di trasmissione.
Il ciclo vitale della tenia saginata inizia quando le uova del parassita vengono emesse nell'ambiente esterno tramite le feci, le uova possono sopravvivere per mesi nell'ambiente esterno. Una mucca (ospite intermedio obbligato) si nutre dell'erba contaminata dalle uova o dalle proglottidi gravide rilasciate attraverso le feci nell'ambiente esterno. Nell'intestino le larve (oncosfere) penetrano nella parete intestinale e da qui possono entrare in contatto con i vasi sanguigni, disperdendosi nei vari distretti dell'organismo, migrando nel tessuto muscolare, (raramente fegato o altri organi) dove si incistano. La mucca in quanto ospite intermedio è fondamentale per permettere lo sviluppo del cosidetto cystcercus bovis che può essere infestante per l'uomo.
La modalità di trasmissione avviene mediante l'ingestione di carne infestata cruda o non completamente cotta.
I cisticerchi possono rimanere infestanti per anni. Una volta che una persona ingerisce carne cruda o poco cotta infestata dai cisticerchi, le larve riprendono il loro ciclo vitale nell'intestino diventando adulti nel giro di due mesi circa.
La tenia saginata si attacca alle pareti intestinali mediante l'organo di attacco, noto come scolice, grazie alle quattro ventose di cui è provvisto. Lo scolice può avere dimensioni comprese tra 1 o 2mm di diamentro. Come altri appartenenti alla famiglia dei platelminti e al gruppo dei cestodi, questi vermi parassiti sono costituiti da un corpo che possiamo suddividere in tre componenti (testa-collo-strobilo). Lo strobilo è costituito da vari segmenti noti come proglottidi, man mano che ci si allontana dal collo le proglottidi maturano sessualmente. Ogni proglottide misura in media 16-20 mm di lunghezza e 5-7 mm di larghezza e ogni proglottide dispone di organi riproduttivi. Le proglottidi possono arrivare a produrre circa 100.000 uova al giorno. Le proglottidi gravide si distaccano dal corpo e tramite le feci vengono poi espulse nell'ambiente esterno. Una tenia adulta può arrivare ad aver circa 1000-2000 proglottidi, e ogni giorno circa 6 si distaccano dal corpo. Le uova in genere soggiornano all'interno della proglottide che viene espulsa con le feci; in seguito la proglottide si dissecca rompendosi e permettendo la fuoriuscita delle uova. Le uova hanno un colorito marrone e misurano cica 35 micrometri di diametro. La tenia saginata può vivere 25 anni e raggiungere dimensioni notevoli (5-10 metri).

Manifestazioni cliniche.
L'infestazione intestinale causata dalla tenia saginata e la tenia solium, va sotto il nome di teniasi. L'infestazione spesso è asintomatica, la teniasi causata dalla saginata è più evidente di quella causata dalla tenia solium, anche se l'infestazione provocata da quest'ultima può essere molto più pericolosa in quanto chi viene infestato da questo parassita può essere soggetto ad una complicazione potenzialmente letale nota come cisticercosi.
L'infestazione da tenia saginata può causare vari sintomi tra cui:
reazioni allergiche, problemi digestivi, costipazione, diarrea, dizziness, mal di testa, perdita di appetito, nausea, ostruzione dei dotti biliari, mal di stomaco, perdita di peso. Inoltre la migrzione delle proglottidi può causare, vari problemi tra cui infiammazione dell'appendice; infiammazioni dei dotti biliari, e fuoriuscita di segmenti di vermi dall'ano.
La diagnosi avviene mediante identificazione delle uova o delle proglottidi nelle feci. Uova e proglottidi possono apparire nelle feci all'incirca tre mesi dopo l'infestazione.

Nelle immagini sotto trovate rispettivamente, la testa...
proglottide
                                                                       tenia adulta

lunedì 16 aprile 2012

I PLATELMINTI parte 1

Forse qualcuno avrà pensato che ho preso una fissa per i parassiti e non mi voglia occupare di nient'altro...in realtà non è così non ho semplicemente avuto tempo per scrivere post, di sicuro però il lunedì mi va di dedicarlo ai parassiti. Nel post precedente ho parlato brevemente dell' Hymenolepsis nana e diminuita; nelle settimane precedenti sono stati postati l' Echinococcus granulosus, il Diphyllobotrim latum. Questi parassiti appartengono al grande gruppo dei platelminti.

I platelminti vivono in ambieni marini, di acqua dolce  eterrestr umidi, non tutti sono parassiti, nonostante l'85% circa lo sia. Parecchie specie infatti infestano l'uomo e gli animali domestici causando malattie di grande interesse sia clinico che economico. Sono organismi vermiformi piatti, non hanno cavità sono acelomati, inoltre non possiedono elementi scheletrici rigidi, non hanno un apparato circolatorio, non possiedono un apparato respiratorio deputato allo scambio gassoso, hanno un intestino e un apparato digerente incompleto, ne consegue che questi organismi hanno una limitata capacità di approviggionare le proprie cellule. I platelminti riescono però, grazie al loro corpo molto sottile e appiattito, a scambiare con l'abiente esterno sostanze nutritive, di rifiuto e gas, grazie al fatto che tali sostanze devono percorrere brevi distanze.
Il phylum Platyhelmtintes comprende quattro classi, Turbellari (conducenti vita libera), platelminti parassiti come i Trematodi, Monogenei e i Cestodi.

VITA DA PARASSITA: Hymenolepis nana e diminuita.

Sempre platelminti parassiti, il protagonista della settimana è l'Hymenolepis nana (verme a nastro nano). Questo parassita è responsabile di una malattia intestinale nota come imenolepiasi. Le dimensioni del verme a nastro sono piccole soprattutto in lunghezza se paragonate agli altri parassiti appartenenti ai platelminti. Le infestazioni lievi in genere decorrono in maniera asintomatica a differenza delle infestazioni massicce che possono comportare enteriti, diarrea, dolori addominali, altri sintomi vaghi come ad esempio astenia e pallore. La diagnosi avviene mediante identificazione delle uova nelle feci. E' un platelminta, l'unico che infesta l'uomo a non avere un ospite intermedio obbligatorio.


Cenni clinici: nei bambini e nei casi di infestazione massiccia il problema principale è dovuto al fatto che oltre ad assorbire dal lume intestinale molte sostanze nutritive, queste tenie possono "scavare" le pareti intestinali causando quindi gravi danni. In genere però le infestazioni decorrono in maniera asintomatica.
Complicanze derivanti dall'infestazione di Hymenolepis possono essere reazioni allergiche dovute ai prodotti di scarto del parassita, mentre nel caso di infestazioni massiccie si può avere diarrea, perdita di peso. Sintomi rari includono anoressia, aumento dell'appetito, vomito, nausea, diarrea sanguinolenta, mal di testa, vertigini, in alcuni casi attacchi epilettici.
Diffusione: è diffuso in tutto il mondo, in particolar modo è più comune negli ambienti caldi che in quelli freddi e più comune in ambienti secchi che in quelli umidi. Rappresenta la più comune causa di infestazione da platelminti negli USA e in america latina, nei paesi del mediterraneo, nel vicino medioriente, in India.

Modalità di trasmissione e ciclo vitale: il serbatoio principale di questo parassita è l'uomo, forse il ratto, più comunemente infestato dalla Hymenolepis diminuita. La modalità di trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale; con dita contaminate con feci (autoinfestazione) o tramite trasmissione interpersonale, attraverso cibi o acqua contaminate da feci contenenti le uova del parassita. Altra modalità di trasmissione è tramite un ospite intermedio (o accidentale) come un insetto, il quale una volta che ha ingerito le uova ne permette lo sviluppo delle oncosfere in cisticercoidi i quali poi possono trasmettere il parassita in maniera indiretta o diretta tramite l'ingestione di una larva di insetto. Una volta penetrati nell'organismo, le uova si schiudono in oncosfere, la forma embrionale di questi vermi parassiti, i quali penetrano la mucosa dei villi intestinali e si sviluppano in cisticercoidi; nell'intestino continuano il loro ciclo vitale fino a svilupparsi in individui adulti. Le uova dell'H.nana possono essere immediatamente contagiose subito dopo essere state rilasciate dalle proglottidi , ne consegue che chi è infestato può essere reinfestato con facilità.

Periodo di incubazione: l'esordio dei sintomi da infestazione di H.nana è variabile; circa 2 settimane.

Periodo contagiosità: il parassita può persistere nell'ospite anche per 2-3 anni.
In individui immunocompromessi vi possono essere infestazioni massicce.

Morfologia: Il corpo dell'hymenolepis nana presenta le caratteristiche morfologiche di base di ogni platelminta, è un verme piatto presentante un collo particolarmente sottile e il corpo suddiviso in strobili e quindi segmentato. La loro lunghezza può variare dai 15-40 mm con uno spessore che in genere raggiunge 1 mm. La testa (scolice), presente nella foto in basso, presenta una serie di rostri (circa 20-30) e quattro ventose poste ai quattro angoli.

Le proglottidi posteriori sono molto più grandi di quelle poste in vicinanza al collo, contengono organi riproduttivi sia maschili che femminili, ogni segmento maturo presenta vari pori genitali unilaterali e 3 testicoli. Una volta che le uova sono state fecondate, le proglottidi che le contengono si distaccano deteriorando e rilasciando le uova.
 Le oncosfere, forme embrionale del verme, sono ricoperti da una membrana ialina esterna e da una membrana interna più spessa. Incorporata sulla membrana interna possono trovarsi strutture simili a ciglia.

H.diminuita ha sostanzialmente caratteristiche morfologiche del tutto simili a quelle dell'H.nana, ma sono molto più grandi e in grado di raggiungere una dimensione ragguardevole, circa 90 mm di lunghezza e 40 di larghezza. Altra differenza è nello scolice (immagine sopra) dove non si riscontrano i rostri che si possono osservare tipicamente nella nana. Le oncosfere sono due volte più grandi di quelle dell'H.nana e non presentano strutture ciliari.
L'Hymenolepis diminuita è il verme a nastro dei ratti e topi; l'uomo è un ospite accidentale, i bambini sono i più soggetti all'infestazione. Le uova vengono emesse con le feci dai roditori. il trattamento è lo stesso che si adotta per l'Hymenolepis nana: praziquantel, niclosamide, albendazolo.

Ciclo vitale: Le uova dell'Hymenolepis diminuita vengono espulse tramite le feci nell'ambiente esterno. Le uova vengono ingerite da un ospite intermedio (artropodi, pulci) dove si sviluppano in cisticercoidi. Come abbiamo detto l'uomo può rappresentare un ospite accidentale. Può essere infestato attraverso l'ingestione di acqua contaminata con feci o alimenti non adeguatamente lavati dove possono essere presenti larve di insetto infestate, o direttamente dall'ambiente esterno tramite ingestione accidentale delle uova (i più esposti sono i bambini, che possono entrare in contatto con il terreno e mettersi le mani in bocca). Nell'intestino dell'ospite definitivo, il parassita si attacca alle pareti intestinali tramite le sue ventose, la maturazione aviene in circa 30 giorni e il parassita può raggiungere lunghezze di 30 cm. Le uova sono espulse dal mammifero nell'ambiente tramite le feci e il ciclo ricomincia. Nella foto sotto troviamo rispettivamente da sinistra a destra
uovo di Hymenolepis diminuita, oncosfera di H.nana, sotto  uovo di H.nana e proglottidi di H.diminuita.






Misure preventive:
1) Educazione nell'igiene personale e nello smaltimento igienico delle feci
2)Fornire latrine e antenerle pulite
3)Proteggere gli alimenti e l'acqua dalla conaminazione da parte delle feci umane e di roditori
4) Trattare gli infetti onde rimuovere le fonti di infezioni
5)Eliminare i roditori da ambienti domestici.
6) Non è richiesta notifica alle autorità sanitarie locali ne azioni di quarantena.
7)indagine sui contatti e sulla fonte di infezione.

lunedì 2 aprile 2012

VITA DA PARASSITA: Echinococcus granulosus.


L'echinococcus granulosus è una tenia, il nome deriva dal greco: Echínos = guscio spinoso; cóccos = bacca due sono le specie più importanti dal punto di vista medico, veterinario, pubblico; Echinococcus granulosus ed Echinococcus multilocularis che causano, rispettivamente, malattie note come echinococcosi cistica (idatidosi) e la echinococcosi alveolare.


Ciclo vitale: Come si può osservare nell'immagine sopra, questi parassiti hanno come ospiti definitivi i canidi. Quest'ultimi sono infestati cibandosi di carni infestate di altri animali. Una volta nell'intestino le larve si sviluppano nei villi intestinali e nel giro di 1-3 mesi diventano poi adulti. Gli ospiti definitivi in seguito eliminano le uova del parassita tramite le feci nell'ambiente circostante. Le uova possono sopravvivere svariati mesi nell'ambiente esterno. Animali da pascolo, come capre ad esempio cibandosi dell'erba possono ingerire le uova del parassita ed essere a loro volta infestate, il ciclo si completa quando un canide si ciba di carni di tali erbivori che contengono le larve. L'uomo è un ospite accidentale. L'infestazione può avvenire in maniera indiretta attraverso l'ingestione di carne contaminata.

Diffusione: Nell’area del Mediterraneo, la echinococcosi cistica è una delle principali parassitosi degli animali da reddito ed è considerata un’importantissima antropozoonosi parassitaria a trasmissione indiretta. La prevalenza di questo parassita dipende dalla stretta associazione tra uomini e canidi infestati. E' presente in tutti i continenti ad eccezzione dell'antardide e particolarmente diffuso nelle zone dove è praticata la pastorizia e dove i cani possono consumare carni infestate dalle cisti del parassita.  La trasmisione di questo parassita sembra essere stata eliminata completamente in Islanda, e fortemente ridotta in paesi quali l'Australia , la Nuova Zelanda, Cipro, in Italia è tutt'oggi diffusa nelle zone dove è praticata la pastorizia.