lunedì 11 marzo 2013

VITA DA PARASSITA: Giardia lamblia


Il parassita Giardia lamblia, così chiamato in onore del suo scopritore, è un protozoo flagellato che infetta l'intestino e resposabile di una serie di problematiche a carico dell'apparato intestinale che vanno sotto il nome di Giardiasi. al genere Lamblia appartengono 3 specie note rispettivamente come Giardia intestinalis o lamblia, Giardia agilis e Giardia muris, di cui solo la Lamblia è patogena per l'uomo.

Diffusione.
E' una patologia ubiquitaria, è presente in tutto il globo, in particolar modo nelle zone in cui non viene prestata particolare attenzione al trattamento delle acque e in cui scarseggiano anche le più comuni metodiche igienico-sanitarie e di profilassi individuale.

Modalità di trasmissione.
La trasmissione dell'infezione avviene principalmente attraverso acqua e cibo contaminato da materiale fecale, in particolar modo anche da acqua trattata ma non filtrata. Rappresenta un organismo a circuitazione oro-fecale. Oltre all'acqua non adeguatamente trattata e da cibi contaminati, anche la trasmissione interpersonale, dovuta ad una scarsa profilassi individuale (mani sporche) può favorire enormemente la diffusione del protozoo, in particolar modo i bambini in età pediatrica sono i più colpiti.

Serbatoio.
La giardia intestinalis ha come serbatoio principale l'uomo ma anche animali da allevamento e domestici, equini, bovini, canidi, felini ecc...

Ciclo vitale.





Il ciclo vitale della Giardia comprende due forme, una vegetativa nota come trofozoite e una cistica, responsabile dell'infezione. Queste due forme sono distinguibili nell'aspetto morfologico, brevemente, la forma trofozoite presenta una aspetto piriforme, tende a localizzarsi a livello dell'intestino (duodeno e digiuno) colonizzando la mucosa intestinale dove aderisce mediante un disco ventrale, una sorta di ventosa, presente in una depressione piriforme della sua parete ventrale. Dietro alla struttura nota ocme disco ventrale, troviamo i cosidetti blefaroplasti che danno origine ai flagelli; comunemente ne ritroviamo otto, due anteriori, due caudali, due postero laterali e due ventrali, che conferiscono motilità al parassita. Il trofozoite si moltiplica per scissione binaria, che si realizza mediante preliminare divisione del materiale nuclere seguita dalla divisione del disco ventrale e da ultimo del citoplasma.  Il trofozoite può essere messo in evidenza tramite esame a fresco delle feci diarroiche, in questo caso il veloce passaggio attraverso l'apparato intestinale ne impedisce l'incistamento, tramite biopsia duodenale, dove può essere trovato spesso in corrispondenza delle cripte intestinali.
La forma cistica invece si viene a formare in prossimità del colon, possiede proprietà strutturali e molecolari tali da permetterle di resistere a stress ambientale di vario tipo, essiccamento, sole, calore, ma anche resistenza nei confronti di alcuni trattamenti delle acqua, come la clorazione. Tali cisti particolarmente resistenti sono immesse nell'ambiente esterno attraverso le feci in attesa di essere ingerite da un nuovo ospite.
La schiusa delle cisti è favorita dall'ambiente acido dello stomaco. Può essere individuata tramite esame delle feci.

Forme cliniche.
Come accennato sopra, Giardia lamblia, tende a colonizzare la mucosa duodeno-digiunale. Nonostante non presenti una spiccata tendenza a diffondere in regioni extraintestinali, in alcuni casi si può assistere ad una alterazione della struttura dell'orletto a spazzola o dei villi intestinali. L'organismo tende a produrre IgA secretorie dirette contro il parassita, che appaiono in grado di poter interferire con la colonizzazione dell'intestino. In alcuni soggetti però che per svariati motivi non riescono a produrre adeguate quantità di IgA si può assistere a colonizzazioni massicce della mucosa intestinale, con conseguenti fenomeni diarroici di modesta entità e fenomeni di malassorbimento.

Diagnosi di laboratorio.
La diagnosi può avvenire mediante ricerca diretta o indiretta. Nel primo caso si effettua mediante ricerca microscopica delle cisti nelle feci emesse spontaneamente dopo purgante salino, dei trofozoiti nelle feci diarroiche, mentre metodiche di ricerca indiretta si ottengono tramite individuazione degli antigeni parassitari presenti nelle feci del paziente. A tal fine sono state messe appunto metodiche immunoenzimatiche (ELISA) ed immunoelettroforetiche.

 Metodi di controllo e misure preventive.
1) Educazione sanitaria: informare e sensibilizzare la popolazione sull'importanza del lavaggio delle mani durante la preparazione dei pasti e prima di mangiare e sopratutto dopo l'utilizzo del bagno.
2) Promulgare e assicurarsi che siano seguite leggi che prevedano la filtrazione delle acque potabili di utilizzo domestico soprattutto se vi è il rischio che tali acque siano contaminate da feci umane e animali
3) Smaltimento igienico delle feci.
4)L'acqua distribuita in condizioni di emergenza va bollita, non molto affidabili i trattamenti con ipoclorito di sodio o iodio.

Controllo dei pazienti e trattamento.
1) In alcune aree è richiesta la notifica alle autorità sanitarie soprattutto nelle regioni endemiche.
2) Indagine sui contatti  e sulla possibile fonte dell'infestazione, eseguire controlli sui familiari delle persone infestate per assicurarsi che non vi siano altri casi di infestazione.
3) 5-nitroimidazolo, tinidazolo, furazolidone sono i farmaci di prima scelta

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